NEWS & EVENTI
• 5° Congresso Nazionale di Sesamo: il Documento Politico
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29 • Settembre • 2017

Il mondo dell'associazionismo che opera nell'ambito immobiliare e condominiale ha preso atto che la Legge 4 del 2013 sulle professioni non organizzate in ordini ha conferito alle associazioni di categoria un ruolo chiave nel rapporto con il pubblico dei consumatori dei servizi professionali: basti pensare alla necessità di dotarsi di un codice deontologico e di uno sportello del consumatore, alla necessità di dotarsi di un centro studi, alla circostanza dell'assoggettamento al controllo del Ministero dello Sviluppo Economico attraverso l'Autoritá Garante della concorrenza e del mercato.

La scelta della legge 4/2013 coinvolge quindi le associazioni in un compito non facile in un settore di grande rilevanza sia dal punto di vista economico che sociale. In un momento storico culturale in cui prevalgono forti spinte all’individualismo, fare associazionismo significa prima di tutto creare un contesto culturale e identitario di riferimento in cui i soggetti possano non solo riconoscersi ma trovare risposte e soluzioni concrete.

Il Congresso di Sesamo è stata l'occasione, per la nostra Associazione, di fare il punto su quanto è stato realizzato negli ultimi quattro anni e sui progetti futuri.

Come ha illustrato il Presidente di Sesamo Luigi Giannini, in questi anni il gruppo dirigente e il Centro Studi hanno focalizzato l'attenzione sulla formazione e l'aggiornamento professionale degli iscritti, con l'obiettivo della preparazione di professionisti adeguati alle nuove sfide, in grado di restare sul mercato anche in previsione dell'interesse per il contesto italiano di grandi gruppi internazionali, valorizzando l'elemento fiduciario come qualificante della relazione con i proprietari immobiliari. Fiducia, correttezza e trasparenza devono diventare l’elemento caratterizzante non solo della professione, ma in primis del professionista: questa è la grande sfida che la nostra Associazione deve affrontare e vincere nel prossimo futuro.

Il progetto dell'attività del gruppo dirigente è stato lo sviluppo di un'associazione di professionisti che siano dalla stessa parte dei piccoli proprietari, uniti dalla stima professionale e dal comune obiettivo di valorizzare e rendere più vivibile e sicuro il patrimonio immobiliare.

Un'associazione che, in quanto parte del sistema associativo ASPPI, abbia una vocazione consumerista riconoscibile, applicando non solo la lettera, ma anche lo spirito sia della Legge 4/2013 che della riforma del condominio.

Come ha illustrato il Presidente di ASPPI Alfredo Zagatti, il rapporto ASPPI/Sesamo è un rapporto che cresce e si integra nel reciproco interesse per la valorizzazione del patrimonio immobiliare.

Il titolo del Congresso rimanda all'evoluzione della professione di amministratore di condominio, riconoscendo che questa professione evolve verso un professionista competente, corretto ed impegnato ad apportare sempre maggiore valore e qualità al servizio prestato ai suoi clienti condomini e che giustamente pretende lo specifico riconoscimento sociale della sua professionalità. Non meno rilevante risulta essere il giusto riconoscimento economico del lavoro svolto: bisogna lavorare affinché venga superata la logica della ricerca del prezzo più basso, come elemento determinante la scelta del professionista da incaricare in assemblea. Bisogna rivendicare il diritto al giusto compenso economico come elemento a garanzia di una gestione qualificata e qualificante l’attività svolta.

Questo riconoscimento è parte dell'impegno della nostra associazione.

La qualità più importante degli amministratori che hanno raccolto questa sfida è il fatto che questi non fanno riferimento ad altre identità professionali, ma si riferiscono alla tradizione di competenze e conoscenze che ormai possono essere riconosciute come autonome e facenti parte di una nuova figura, quella dell'amministratore professionista.

L'identificazione di queste competenze, come un corpus di conoscenze autonome necessarie e sufficienti a svolgere questa professione, è un fattore strategico.

Il valore della qualità dei servizi, infatti, è ciò che l'amministratore scambia con i clienti che gli ritornano il valore, non solo come riscontro economico, ma anche con il rafforzamento del prestigio professionale.

Per questo la nostra Associazione è stata parte attiva nel procedimento di rinnovamento della norma UNI relativa alla certificazione delle competenze personali dell'amministratore di condominio: la nuova norma UNI 10801 che riguarda, appunto, la certificazione delle competenze del singolo amministratore, è frutto anche del nostro impegno.

Già da diversi anni i condomini stanno mutando il proprio senso d'identità, trasformandosi da soggetti passivi a soggetti attivi, che si sentono protagonisti e partecipi della vita del condominio, e pertanto, come tali, presentano nuove esigenze e nuove aspettative. E’ necessario intercettare queste nuove consapevolezze e farle diventare fattore trainante la nostra identità associativa: un amministratore che si associa a SESAMO incarna caratteristiche distintive rispetto alle altre realtà associative, perché risponde alle nuove esigenze degli utenti / consumatori più attenti, più aggiornati e maggiormente esigenti.

L’amministratore condominiale oggi si occupa anche della gestione dei servizi tecnologici e manutentivi negli edifici in proprietà e/o in condominio, con la necessità di affrontare molteplici attività gestionali, che vanno dall’energia alla sicurezza, dal restauro conservativo alla manutenzione ordinaria e straordinaria, dalla domotica alle “smart city”, al risparmio energetico, coinvolgendo migliaia di operatori ed aziende di ogni settore.

Per lungo tempo l'amministratore condominiale si è formato esclusivamente su elementi di carattere legale o contabile, ma il bagaglio tecnico è sempre più importante per l'amministratore e l'Associazione si rende responsabile per l'adeguata preparazione dei propri iscritti.

La formazione è quindi indispensabile per venire incontro alle aspettative dei condomini e d'altra parte l'immobile acquista valore proprio se ben gestito.

La strada verso una marcata accentuazione delle competenze tecniche di questo professionista è lunga e si può dire avviata quanto meno negli anni ‘90, quando si sono consolidate le norme relative alla sicurezza impiantistica, alla tutela dell’ambiente, alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Questa evoluzione fa sì che oggi la figura dell'amministratore sia vicina a quella di un vero e proprio "Building manager", ossia il soggetto incaricato della gestione tecnico - amministrativa del patrimonio edilizio esistente.

Ad ogni attività manageriale, ad ogni possibilità di gestione, corrispondono crescenti aspettative legittime dei proprietari del patrimonio immobiliare e corrisponde però anche la misura della responsabilità, sia nei confronti dei propri clienti che dei terzi.

L'amministratore ha quindi il dovere di compiere gli atti per conservare le parti comuni, anche con riferimento alla sicurezza statica ed impiantistica.

Ne deriva una specifica responsabilità professionale sia in sede civile - verso i condomini e verso i terzi - che in sede penale, basti pensare che l’amministratore, in qualità di custode dei beni comuni, è tenuto alla vigilanza garantendo al contempo la funzionalità e la manutenzione degli stessi.

Il Congresso ha preso atto inoltre della circostanza che la nuova identità culturale dell'amministratore previene la conflittualità, perchè si fonda sulla fiducia tra amministratori e condomini: la sinergia tra soci ASPPI e soci Sesamo è quindi nell'interesse di entrambi.

Bisogna superare la visione di una logica che contrappone le esigenze del proprietario/condominio a quelle dell’amministratore/professionista: entrambi devono convergere verso una gestione trasparente, collaborativa e partecipata ai processi decisionali, nel primario interesse di tutti i soggetti coinvolti.

Il Congresso ha quindi riconosciuto l'importanza della redazione delle buone prassi, la cui approvazione è avvenuta nel corso del Congresso medesimo: un corpo di regole pratiche e articolate, elaborate con lo scopo di offrire uno strumento importante di regolazione dei rapporti tra amministratori e condomini.

L'auspicio perché Sesamo sia sempre di più riconosciuta come un marchio di correttezza e professionalità, ha contraddistinto il dibattito congressuale.

Nel corso del Congresso è stata riconosciuta anche la circostanza che l'Associazione può diventare uno strumento di sviluppo territoriale: efficienza e qualità dei servizi agli associati e la fiducia dei proprietari favoriscono gli investimenti per la riqualificazione del patrimonio edilizio e l'applicazione pratica delle normative sulla sicurezza, rendendo l'amministratore un protagonista della governance del settore anche nell'interesse pubblico.

Proprio in quest'ottica, il Congresso ha invitato i dirigenti all'impegno per un rapporto sempre più stretto tra l'Associazione e le istituzioni, nonché con i protagonisti della vita economica ed imprenditoriale del territorio in cui l'Associazione opera, in modo particolare dove sono costituite le sedi locali. 

Per affrontare questa sfida verso la qualità e la tutela della propria professionalità il Congresso conclude per la riconosciuta importanza del supporto del sistema associativo, pilastro della governance di una professione di grande rilevanza economica e sociale.

• Università La Sapienza Roma - Il Management dei servizi per i condomini: l'esperienza di Sesamo-Asppi
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23 • Settembre • 2017

Il 22 settembre presso la Facoltà di Architettura nell'ambito del Master di 1° livello in "Gestione integrata e valorizzazione dei patrimoni immobiliari e urbani, asset, property, facility & energy management" Sapienza Università di Roma, un qualificato contributo, sia in termini di docenza che di trasferimento di significative esperienze, è stato portato da Luigi Ferdinando Giannini, Antonio Romano e Fiorella Cima che hanno trattato il management dei servizi per i condomini.

Vivo interesse si è riscontrato nel confronto avviato con i partecipanti attraverso anche un loro diretto coinvolgimento in una esercitazione proposta da Fiorella Cima.

 

• Conclusi i lavori del V Congresso di Sesamo: rinnovati gli organismi, approvato il
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18 • Settembre • 2017

GIANNINI RICONFERMATO PRESIDENTE NAZIONALE DI SESAMO, VALENTINA PIEROBON VICEPRESIDENTE, UMBERTO NERI PRESIDENTE ONORARIO.

Luigi Ferdinando Giannini, al Quinto Congresso Nazionale di Parma, del 16 settembre u.s. è stato riconfermato all’unanimità, per il prossimo quadriennio, a Presidente di Sesamo, l’Associazione Nazionale degli Amministratori Immobiliari, così come è stato riconfermato Presidente Onorario Umberto Neri che è stato tra i primi fondatori dell'Associazione e primo Presidente.
Il Congresso, sotto l’attenta regia del Presidente dell’ASPPI di Parma Orlando Manghi, è stato incentrato sull’importante ruolo che riveste l’Amministratore di Condominio alla luce della recente riforma, sull’utilità della formazione continua, prevista come obbligatoria per chi esercita la professione e su una evoluzione della figura, per cui, non a caso, si parla dell’amministratore come di un “building manager” capace ed in grado di saper ben orientare le scelte su temi come l’efficientamento energetico e la riqualificazione. Ha presieduto i lavori il Presidente Nazionale di ASPPI Alfredo Zagatti, che ha espresso apprezzamenti per il lavoro svolto dal gruppo dirigente di SESAMO, affiatato e motivato, auspicando sinergie e ulteriore collaborazione tra le due Associazioni.
Proficuo è stato il dibattito e qualificati gli interventi di Tedesco, Romano, Gatto, Ruggeri, Cima, Pierobon, Maffei, Scarsi, Manghi, Bettiol, Bertolini, Dall'Alio.
Il Congresso ha rinnovato gli organismi dirigenti ed eletto a Vicepresidente Valentina Pierobon di Genova: sostituisce nella carica Andrea Gatto che in questi anni ha dato un prezioso apporto per la Sua esperienza e per la crescita dell’Associazione nel Triveneto, Antonio Romano è stato riconfermato Presidente del Centro Studi. E’ stato inoltre approvato “Il Codice delle Buone Prassi” che si affianca così al codice deontologico.
In conclusione Giannini “per come sono andati i lavori possiamo riprendere il nostro cammino con rinnovato slancio ed entusiasmo, ci aspettano, dopo quanto fatto, ulteriori traguardi da raggiungere.
Al prossimo Congresso per raccontarceli... Grazie.
 
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• Esami Finali Corsi di Aggiornamento Professionale: data e luogo
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14 • Settembre • 2017

Sede di Treviso:  Martedì 26 settembre 2017 alle ore 9.30 presso sede Ascom-Confcommercio, via Venier 55 Treviso - Sala conferenze ovale 5° piano.

Sede Interprovinciale Bo-Mo-Re: Martedì 26 settembre 2017 alle ore 10.30 presso Legacoop, via S.Fabriani, 120 - Modena.

Iscritti su Latina: Martedì 26 settembre 2017 alle ore 11.30 presso sede ASPPI/Sesamo, corso della Repubblica 297 - Latina.

Iscritti su Milano: Mercoledì 27 settembre 2017 alle ore 18.30 presso ASPPI Milano, via Archimede, 22 - Modena.

Vi ricordiamo di portare con voi un documento valido di identità.

L’accesso ai materiali didattici nella piattaforma del corso è disponibile on line fino a lunedì 25 settembre 2017

• Programma del V Congresso di Sesamo
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07 • Settembre • 2017

La locandina con il programma dei lavori del V Congresso di Sesamo è disponibile per la visione cliccando qui.

• Locandina del V Congresso di Sesamo
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04 • Agosto • 2017

• Fumo passivo in condominio ... e non solo. A cura di Antonio Romano e Fiorella Cima
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31 • Luglio • 2017
L'estate è il momento in cui si vive all'aperto, anche nell'ambito urbano tipico dei condomini.
In questa situazione è facile che ci siano lamentele per le immissioni dagli appartamenti vicini.
Un condomino ci ha posto il problema dell'intervento dell'amministratore nei confronti di un vicino fumatore: "Ho chiesto l'intervento dell'amministratore in quanto i condomini dei piani inferiori fumano continuamente sigarette ed essendo non fumatore mi risulta difficile anche tenere i balconi aperti per far cambiare l'aria. L'amministratore mi ha risposto negativamente dicendo che la normativa non gli consente di intervenire: è vero?".
Effettivamente in situazioni come quella descritta, può essere difficile per l’amministratore di condominio intervenire in maniera efficace.
Negli spazi comuni condominiali vige il divieto di fumo: in effetti, nelle parti comuni "aperte al pubblico indifferenziato degli utenti, residenti e non" (come in ascensore, nel ballatoio, nella scalinata, e nell'androne) vige il divieto di fumare ai sensi della Legge 16 gennaio 2003 n. 3 (art 51).
La norma prevede anche una apposita sanzione amministrativa (dettagliata dalla L 584/75 art 7) nella misura che segue:
“1. ... da Euro 25 a Euro 250; la misura della sanzione è raddoppiata qualora la violazione sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini fino a dodici anni.
2. Le persone indicate all'articolo 2, che non ottemperino alle disposizioni contenute in tale articolo, sono soggette al pagamento di una somma da euro 200 a euro 2.000; tale somma viene aumentata della metà nelle ipotesi contemplate all'articolo 5, primo comma, lettera b).”
La sanzione amministrativa prevista dalla Legge, è imposta dall'amministratore, responsabile dell'applicazione corretta del divieto.
Nelle abitazioni private come pure negli spazi all'aria aperta, invece, non vi sono divieti: i balconi sono, a tutti gli effetti, porzioni immobiliari di proprietà esclusiva e peraltro chi vi si trova è proprio “all’aria aperta”.
La Legge specifica di cui sopra non trova quindi applicazione e l'amministratore interviene, salvo specifiche indicazioni nel regolamento di condominio, solo in via di cortesia professionale.
Questo però non significa che non vi siano strumenti di tutela per chi si ritiene danneggiato dal comportamento del vicino.
L’art 844 Codice Civile tutela infatti il vicino da immissioni (di qualsiasi tipo) che “eccedono la normale tollerabilità”. Si tratta di una formulazione molto ampia, poco specifica in effetti, ma che rende la disposizione molto versatile e adatta ad essere utilizzata anche in questo caso.
La Magistratura ha mostrato nel tempo sensibilità crescente e recentemente la Corte di Cassazione si è determinata a seguire l’orientamento giurisprudenziale più favorevole per il condomino che lamenta le immissioni.
Al riguardo segnaliamo la sentenza della Corte di Cassazione del 31 marzo 2009, n. 7875: tale sentenza è interessante due volte: innanzitutto riconosce l’applicabilità dell’art 844 Cod Civ proprio al caso di interesse del condomino, ossia il fumo passivo proveniente dal fondo del vicino; nel caso deciso si trattava del fumo degli avventori di un locale aperto al pubblico al piano inferiore (prima dell’entrata in vigore del divieto di fumo nei luoghi chiusi aperti al pubblico). Inoltre, la Corte ha riconosciuto a favore del condomino disturbato dal fumo il risarcimento del danno esistenziale nella misura di Euro 10.000, quale "danno non patrimoniale".
Indubbiamente la situazione oggetto della sentenza ha le sue specificità, perchè il fumo dei clienti di un locale pubblico appare “a colpo d’occhio” di entità particolarmente significativa, ma la determinazione della Corte dà modo di avere a disposizione uno strumento di tutela di tutto rispetto.
Prima di altre iniziative, vale sempre la pena di formalizzare ai vicini una raccomandata di diffida, in cui il danneggiato, anche direttamente senza che sia necessario riferirsi all'amministratore, potrà lamentare il comportamento dannoso. Se la situazione non cambiasse, diventa necessario per il danneggiato avviare un’azione legale avanti al Giudice di Pace competente per territorio.
Un’ultima considerazione importante: la circostanza che il fumo di sigaretta non sia oggetto di norme ambientali non è un problema. Secondo la giurisprudenza della Corte, i parametri fissati dalle norme speciali a tutela dell'ambiente (dirette alla protezione di esigenze della collettività, di rilevanza pubblicistica), pur potendo essere considerati come criteri di partenza, al fine di stabilire l'intollerabilità delle emissioni che li eccedano, non sono necessariamente vincolanti per il Giudice civile che, nello stabilire la tollerabilità o meno dei relativi effetti nell'ambito privatistico, può anche discostarsene, pervenendo al giudizio di intollerabilità delle emissioni, ai sensi dell’art 844 Cod Civ, sulla base di un prudente apprezzamento che consideri la particolarità della situazione concreta e dei criteri fissati dalla norma civilistica posta essenzialmente a tutela di situazioni soggettive privatistiche. (Cass. Civ. sentenza del 6 novembre 2013 n. 25019).
Anche la Cassazione Penale ha avuto modo di pronunciarsi: in questo caso i proprietari di un appartamento sono stati accusati dai condomini residenti al terzo piano di aver provocato continue immissioni di fumi, odori e rumori molesti dalla loro cucina.
La sentenza Cass. Pen. n. 14467/17 ha inquadrato le "molestie olfattive" nel reato di "getto pericoloso di cose".
La sentenza è effettivamente interessante: anche in questo caso, è venuta in evidenza una norma molto generica, ma “versatile”, come quella che si applica in ambito civile.
Come l’art 844 Cod Civ, infatti, anche l’art 674 Cod Pen che tratta del “getto pericoloso di cose” è una norma che la Magistratura ha spesso usato quando non esiste una più specifica tutela, in questo caso quando vi sono comportamenti ritenuti penalmente rilevanti.
L’interpretazione favorevole della norma in questione, dà modo al condomino infastidito dalle immissioni di sporgere denuncia-querela nei confronti dei vicini, a condizione di poter documentare il comportamento dannoso dei medesimi.
Si aggiunge quindi, la tutela penale alla tutela in sede civile.
Non è purtroppo sempre detto che la Procura della Repubblica ritenga che ci siano elementi per poter sostenere l’azione penale: in questo ambito, infatti, non è il cittadino ad avviare il procedimento giudiziario, ma la Procura delle Repubblica, sollecitata al riguardo dalla vittima del comportamento illecito.
In ogni caso, però, nulla cambia in relazione alla posizione dell’amministratore di condominio che resta sempre estraneo alla vicenda, non riguardando questa l’ambito in cui si esplica il suo mandato.
 
• Il fascicolo del fabbricato: qualche riflessione non guasta. A cura di Antonio Romano
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10 • Luglio • 2017

La tragedia di Torre Annunziata è, come sempre accade in questi casi, l'occasione per riaprire il dibattito sul "fascicolo del fabbricato" e nello specifico sul "certificato di stabilità". L'impegno del Ministro Delrio al riguardo vede il sostegno del Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri Armando Zambrano, che ha rilasciato proprio oggi 10 luglio all'ANSA una nota al riguardo pubblicata con il titolo "Ingegneri, serve fascicolo fabbricato" nel sito dell'agenzia di stampa.

Zambrano giustamente rimarca che "Bisogna far sì che si abbia una conoscenza più ampia dello stato degli immobili, in modo da poter stabilire se e come è necessario intervenire per garantirne la sicurezza."

In effetti, sono osservazioni condivisibili e d'altra parte il nuovo Regolamento Edilizio di Milano, approvato dal Consiglio Comunale il 2 ottobre 2014, impone di eseguire entro il 2019 la verifica e la successiva certificazione della stabilità degli edifici più datati. Entro 5 anni dall’entrata in vigore del Regolamento, quindi entro il 2019, infatti tutti i fabbricati esistenti a Milano ultimati da più di 50 anni o che raggiungeranno i 50 anni in questo periodo non in possesso di certificato di collaudo, dovranno essere sottoposti a verifica di idoneità statica e certificazione.

Nel caso del mancato rilascio di tale certificazione nei limiti temporali previsti viene meno l’agibilità dell’edificio o delle parti di questo non certificate. In caso di compravendita i notai dovranno allegare tali certificazioni all’atto di vendita.

Bene, quindi, anzi benissimo.

Ma queste determinazioni hanno senso se - e solo se - si inseriscono in un quadro in cui la Pubblica Amministrazione si determina effettivamente alla governance del problema, ossia a fare in modo che le norme effettivamente vengano applicate, altrimenti ci si trova di fronte a null'altro che a "fabbriche di carta".

Rimando alle parole di Luigi Ferrarella che su Sette del Corriere della Sera, lo scorso 9 settembre 2016 scriveva un bell'articolo intitolato "Sulle emergenze facciamoci un esame di coscienza".

Osserva Ferrarella che se il "fascicolo del fabbricato" non ha potuto concretizzarsi finora non è soltanto per le "vischiosità burocratiche", come giustamente le definisce, di un così imponente programma, ma anche per la resistenza dei proprietari di case "indisponibili a vedere deprezzare drasticamente il valore dei propri immobili, fino a ritrovarseli di fatto invendibili sul mercato, come accadrebbe in tantissimi casi se fossero esplicitate le tare costruttive e i difetti strutturali che li affliggono".

Il giornalista non dimentica poi le carenze delle Pubbliche Amministrazioni competenti, per mille motivi, dal clientelismo alla pura e semplice inefficienza.

In effetti, a ben vedere, i crolli più devastanti si sono verificati in immobili oggetto di lavori. Anche nel caso dei recenti eventi sismici, molti degli immobili crollati, sia di proprietà privata che della Pubblica Amministrazione, erano stati oggetto di lavori di ristrutturazione o di ampliamento.

Stesso discorso per il crollo che ha interessato la palazzina sul Lungotevere Flaminio a Roma il 22 gennaio 2016, come pure per l'immobile di Torre Annunziata di questi giorni.

Non si tratta certo di lavori di bricolage: quando anche eseguiti da singoli condomini, si tratta quanto meno di opere della cui realizzazione la Pubblica Amministrazione era stata o avrebbe dovuto essere pienamente informata, già con la normativa vigente.

Ma quanto peggio si tratta di lavori progettati ed eseguiti da tecnici che avrebbero dovuto essere esperti, proprio quelle stesse figure professionali che verrebbero giocoforza incaricate della redazione delle certificazioni in questione.

E' il caso di rifletterci come Associazione di amministratori, perchè spesso sono proprio gli amministratori di condominio a trovarsi tra l'incudine delle norme e il martello dei condomini, i quali spesso auspicano che l'amministratore trovi il modo di “gestire” la situazione, avendo in staff un professionista tecnico “capace”, ovvero senza troppi scrupoli professionali e possibilmente “adeguatamente introdotto” nella Pubblica Amministrazione competente.

Solo per fare un esempio, mi domando quanti amministratori, professionali e coscienziosi, hanno dovuto giustificarsi con i propri condomini per aver proposto per tempo l'installazione delle valvole termostatiche nei termini di legge poi prorogati da una norma in palese violazione delle direttive comunitarie.

Ecco, vediamo che queste vicende non capitino di nuovo: se occorre sottoporre a verifica di idoneità statica i fabbricati in tutto il Paese, vediamo di fare in modo che le norme siano chiare e realistiche e soprattutto che siano fatte osservare e che, inoltre, considerino con realismo e pragmaticità cosa fare se la certificazione di idoneità statica non possa essere rilasciata.

 
• V Congresso Nazionale di Sesamo
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05 • Luglio • 2017

Il 16 settembre 2017 alle ore 10.00 presso il TC President Parma, Via Fornello 2, è convocato il V Congresso Nazionale dell'Associazione degli Amministratori Immobiliari SESAMO.

Dal titolo "L'Amministratore: Professione in Evoluzione" il V Congresso dell'Associazione servirà a tracciare una prospettiva di crescita dell'Associazione in relazione ad attività ed iniziative condivise e ritenute opportune, inoltre, si vorrà varare anche un Codice delle Buone Prassi, da allegare al Codice Deontologico.

• Sesamo ASPPI in collaborazione con UNASCOM Confcommercio organizzano un Convegno a Treviso il 19 maggio 2017
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16 • Maggio • 2017

"Riqualificazione di immobili condominiali" questo è il titolo dell'interessante Convegno che si terrà a Treviso presso l'hotel Maggior Consiglio in Via Terraglio 140.

La partecipazione è gratuita:

L'evento permette di maturare:

- n. 4 ore di formazione agli Amministratori condominiali nell'ambito del Corso di aggiornamento promosso da SESAMO per l'anno 2017;

- n. 3 crediti formativi per Geometri;

- fino a n. 4 crediti formativi per Dottori Commercialisti;

- n. 2 crediti formativi per Avvocati.

Link alla locandina: CLICK

 

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29 SETTEMBRE2017
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23 SETTEMBRE2017
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